Il Grattacielo

Ci vediamo sotto al grattacielo” mi ha detto.

E io sotto il grattacielo mi sono fermato. Ma lei non la vedo.

Scusi, che ore sono?” ho chiesto poco fa a un signore con la valigia. Avevo il timore che il mio cellulare si sbagliasse, che le 11 non fossero le 11. Ma lui me l’ha confermato: la mezz’ora di ritardo è proprio mezz’ora di ritardo.
O forse è un modo per dirmi che non verrà, che mi ha dato buca, che quello che avevo pensato è tutto sbagliato. Avrò detto qualcosa in modo sbagliato, avrò scritto qualcosa che non avrei dovuto scrivere, avrò azzardato quel che non potevo.
E mentre mi chiedo, rigirandomi in tasca 35 minuti di ritardo e un paio di scontrini appassiti, cosa volesse dire quel “Mi piaci” che in qualche modo mi ha detto, mi squilla il telefono.
Dove sei?” mi chiede.
Al grattacielo. E tu?
Anche io, ma non ti vedo
Sono qui, sotto i portici.
Anche io. Davanti a Zara.

Ho capito che non siamo New York, un grattacielo è di troppo per un amore di provincia.

– foto Paolo Spetale –
– testo Spezzino Vero –

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